giovedì 27 giugno 2013

Investimenti sbagliati ci hanno lasciato indietro di 10 anni

L'Italia prima di entrare nella moneta unica attuava un metodo da furbetti per tenere in piedi l'economia, da una parte abbondava di spesa pubblica e dall'altra svalutava ad intervalli quasi regolari la moneta per favorire la domanda aggregata tramite le esportazioni. Questo è stato fatto finchè non ci si è resi conto che svalutando il cambio avevamo effetti più negativi che positivi dato che siamo un paese importatore sia di materie prime che di capitali. Per questo pagavamo un tasso d'interesse sui titoli di stato tra il 6% e l'8%, per compensare il rischio di cambio.

Con l'ingresso nell'euro abbiamo avuto la possibilità di finanziarci allo stesso costo della Germania, meno dell'1%, ma i finanziamenti che abbiamo accumulato non sono stati usati per l'innovazione o per le infrastrutture o per investimenti che avrebbero portato benefici nel lungo termine, ma sono stati usati per finanziare un livello di reddito tramite il welfare non in linea con le nostre reali possibilità; e quando è scoppiata la crisi, abbiamo pagato e stiamo ancora pagando e continueremo a pagare la mancanza di questi investimenti.

In dieci anni avremmo potuto investire sul sistema portuale dato che l'Italia è un molo naturale in mezzo al mediterraneo, qualunque nave da carico sarebbe passata per i nostri porti invece che essere dirottate in Spagna o in Croazia o in Francia. Avremmo potuto potenziare il sistema ferroviario e il trasporto pubblico favorendo l'occupazione in questo settore e un migliore servizio per la popolazione, siamo uno dei pochi paesi a poter vantare ambienti sia di mare che di montagna; potenziando i trasporti avremmo favori enormemente il turismo, uno dei principali motori della nostra economia.  Avremmo potuto fare investimenti sull'energia pulita, dato che siamo conosciuti come il paese del sole. Avremmo potuto investire nella ricerca, dove anche adesso con i pochi fondi che abbiamo, molte delle grandi menti del settore scientifico vengono dal nostro paese; investendo in ricerca avremmo creato prodotti più all'avanguardia potendo competere con i paesi più grossi a livello internazionale e favorendo la nostra economia.

Tutte queste idee non sono state fatte perchè si è preferito puntare su un welfare immenso e completamente non in linea con le nostre potenzialità economiche. Il Quatar ha un PIL pro capite altissimo ma può permettersi di sostenerlo perchè ogni anno entrano decine di miliardi nelle sue casse dalle vendite del petrolio; quello che entra nelle nostre casse è tutto a debito e ci paghiamo sopra gli interessi

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