L'Italia prima di entrare nella moneta unica attuava un metodo da furbetti per tenere in piedi l'economia, da una parte abbondava di spesa pubblica e dall'altra svalutava ad intervalli quasi regolari la moneta per favorire la domanda aggregata tramite le esportazioni. Questo è stato fatto finchè non ci si è resi conto che svalutando il cambio avevamo effetti più negativi che positivi dato che siamo un paese importatore sia di materie prime che di capitali. Per questo pagavamo un tasso d'interesse sui titoli di stato tra il 6% e l'8%, per compensare il rischio di cambio.
Con l'ingresso nell'euro abbiamo avuto la possibilità di finanziarci allo stesso costo della Germania, meno dell'1%, ma i finanziamenti che abbiamo accumulato non sono stati usati per l'innovazione o per le infrastrutture o per investimenti che avrebbero portato benefici nel lungo termine, ma sono stati usati per finanziare un livello di reddito tramite il welfare non in linea con le nostre reali possibilità; e quando è scoppiata la crisi, abbiamo pagato e stiamo ancora pagando e continueremo a pagare la mancanza di questi investimenti.
In dieci anni avremmo potuto investire sul sistema portuale dato che l'Italia è un molo naturale in mezzo al mediterraneo, qualunque nave da carico sarebbe passata per i nostri porti invece che essere dirottate in Spagna o in Croazia o in Francia. Avremmo potuto potenziare il sistema ferroviario e il trasporto pubblico favorendo l'occupazione in questo settore e un migliore servizio per la popolazione, siamo uno dei pochi paesi a poter vantare ambienti sia di mare che di montagna; potenziando i trasporti avremmo favori enormemente il turismo, uno dei principali motori della nostra economia. Avremmo potuto fare investimenti sull'energia pulita, dato che siamo conosciuti come il paese del sole. Avremmo potuto investire nella ricerca, dove anche adesso con i pochi fondi che abbiamo, molte delle grandi menti del settore scientifico vengono dal nostro paese; investendo in ricerca avremmo creato prodotti più all'avanguardia potendo competere con i paesi più grossi a livello internazionale e favorendo la nostra economia.
Tutte queste idee non sono state fatte perchè si è preferito puntare su un welfare immenso e completamente non in linea con le nostre potenzialità economiche. Il Quatar ha un PIL pro capite altissimo ma può permettersi di sostenerlo perchè ogni anno entrano decine di miliardi nelle sue casse dalle vendite del petrolio; quello che entra nelle nostre casse è tutto a debito e ci paghiamo sopra gli interessi
giovedì 27 giugno 2013
mercoledì 26 giugno 2013
Aumento della produttività, quale oscuro desiderio
Uno dei temi principali nei dibattiti economici italiani è quello sulla produttività e sul suo ristagnamento nell'economia nazionale.
La produttività aiuta a combattere l'inflazione e favorisce l'aumento della domanda di lavoro con una conseguente crescita generale del sistema economico e della competitività internazionale.
In Italia la produttività del lavoro è molto scarsa perchè nel corso del tempo si sono preferite politiche volte a favorire l'occupazione (per quanto rimane un fine onorevole) invece che lo sviluppo tecnologico del comparto produttivo e della modernizzazione della pubblica amministrazione.
Sinteticamente posso far capire il problema: Immaginiamo di possedere un terreno da coltivare e ho capitale a sufficienza e bisogno di aumentare la produzione; io ho due scelte.
1) assumere tanti lavoratori (che chiamerò volgarmente zappe)
2) comprare una mietitrebbia
Facendo un paragone, l'Italia ha sempre preferito assumere lavoratori, mentre paesi come la Germania e gli USA hanno comprato mietitrebbie, aumentando la produttività, mentre noi ci siamo ritrovati tante piccole zappe ed una produttività arretrata rispetto ai big.
Ci sono molte alternative per favorire l'aumento della produttività, soprattutto ora, nell'età del 2.0.
La mia preferita è dare ai lavoratori titoli di proprietà (azioni) della azienda in cui lavorano, come incentivo a produrre di più per ottenere guadagni extra; questo metodo è adottato moltissimo in europa e ancora di più nei paesi anglosassoni (USA e UK); per qualche astruso motivo in Italia questa è una pratica molto poco diffusa.
Un' altra alternativa più tecnologica è favorire il social working, un collegamento tra lavoratori tramite la rete che permette una condivisione di informazioni a costo zero.
Un' altra alternativa dedicata alla pubblica amministrazione è quella di pagare i lavoratori non solo con remunerazione fissa ma anche in percentuale ai loro lavori, in modo da incentivarli a lavorare più velocemente favorendo una velocizzazione di tutto l'apparato della pubblica amministrazione.
In sintesi, lavorare sul miglioramento della produttività è possibile e molto spesso con costi veramente bassi, c'è solo bisogno della volontà di mettere in pratica i vari metodi.
La produttività aiuta a combattere l'inflazione e favorisce l'aumento della domanda di lavoro con una conseguente crescita generale del sistema economico e della competitività internazionale.
In Italia la produttività del lavoro è molto scarsa perchè nel corso del tempo si sono preferite politiche volte a favorire l'occupazione (per quanto rimane un fine onorevole) invece che lo sviluppo tecnologico del comparto produttivo e della modernizzazione della pubblica amministrazione.
Sinteticamente posso far capire il problema: Immaginiamo di possedere un terreno da coltivare e ho capitale a sufficienza e bisogno di aumentare la produzione; io ho due scelte.
1) assumere tanti lavoratori (che chiamerò volgarmente zappe)
2) comprare una mietitrebbia
Facendo un paragone, l'Italia ha sempre preferito assumere lavoratori, mentre paesi come la Germania e gli USA hanno comprato mietitrebbie, aumentando la produttività, mentre noi ci siamo ritrovati tante piccole zappe ed una produttività arretrata rispetto ai big.
Ci sono molte alternative per favorire l'aumento della produttività, soprattutto ora, nell'età del 2.0.
La mia preferita è dare ai lavoratori titoli di proprietà (azioni) della azienda in cui lavorano, come incentivo a produrre di più per ottenere guadagni extra; questo metodo è adottato moltissimo in europa e ancora di più nei paesi anglosassoni (USA e UK); per qualche astruso motivo in Italia questa è una pratica molto poco diffusa.
Un' altra alternativa più tecnologica è favorire il social working, un collegamento tra lavoratori tramite la rete che permette una condivisione di informazioni a costo zero.
Un' altra alternativa dedicata alla pubblica amministrazione è quella di pagare i lavoratori non solo con remunerazione fissa ma anche in percentuale ai loro lavori, in modo da incentivarli a lavorare più velocemente favorendo una velocizzazione di tutto l'apparato della pubblica amministrazione.
In sintesi, lavorare sul miglioramento della produttività è possibile e molto spesso con costi veramente bassi, c'è solo bisogno della volontà di mettere in pratica i vari metodi.
Decreto Lavoro realizzato, buono, ma con possibili controindicazioni
Questo è una sintesi di una parte del decreto lavoro tratto da un articolo di "La Stampa": "Il decreto lavoro prevede un incentivo per i datori di lavoro fino a un massimo di 650 euro mensili destinato alle assunzioni stabili di giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni. Gli sgravi saranno di 18 mesi per le nuove assunzioni e di 12 per le trasformazioni con contratto a tempo indeterminato. Gli sgravi prevedono che i soggetti siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, e vivano soli con una o più persone a carico . Le risorse andranno soprattutto al Sud. I fondi per gli incentivi per nuove assunzioni ammontano infatti per il Mezzogiorno a 100 milioni per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015, 100 per il 2016. Per le altre Regioni 48 per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015, 50 per il 2016. "
A mio avviso è un ottimo decreto, ma potrebbero rivelarsi delle controindicazioni non proprio piacevoli.
Facciamo un esempio di un imprenditore che ora vuole assumere stimolato dal decreto. La sua prima scelta sarebbe una persona dotata del miglior curriculum al minor prezzo, e il decreto aiuta ad abbassare il prezzo, ma come si vede nella parte che ho sottolineato, gli incentivi di 650€ andranno solo a chi non possiede un titolo di studio di scuola superiore o professionale. Molto probabilmente l'imprenditore sceglierà un impiegato con un scarso curriculum, e si può immaginare che la produttività di quel posto di lavoro scenderebbe considerevolmente.
Facendo lo stesso ragionamento a livello dell'intero mercato del lavoro si giunge facilmente ad una conclusione, i datori di lavoro italiani preferiranno lavoratori scarsi piuttosto che laureati, andando ad inficiare nel medio - lungo periodo sulla produttività dell'intero sistema economico italiano.
A mio avviso è un ottimo decreto, ma potrebbero rivelarsi delle controindicazioni non proprio piacevoli.
Facciamo un esempio di un imprenditore che ora vuole assumere stimolato dal decreto. La sua prima scelta sarebbe una persona dotata del miglior curriculum al minor prezzo, e il decreto aiuta ad abbassare il prezzo, ma come si vede nella parte che ho sottolineato, gli incentivi di 650€ andranno solo a chi non possiede un titolo di studio di scuola superiore o professionale. Molto probabilmente l'imprenditore sceglierà un impiegato con un scarso curriculum, e si può immaginare che la produttività di quel posto di lavoro scenderebbe considerevolmente.
Facendo lo stesso ragionamento a livello dell'intero mercato del lavoro si giunge facilmente ad una conclusione, i datori di lavoro italiani preferiranno lavoratori scarsi piuttosto che laureati, andando ad inficiare nel medio - lungo periodo sulla produttività dell'intero sistema economico italiano.
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martedì 25 giugno 2013
Rialzo dello spread? Colpa di un economia drogata di liquidità
Negli ultimi mesi le principali banche centrali del mondo, tra cui la Federal Reserve, la Bank of Japan e in misura inferiore la Banca Centrale Europea, hanno inondato il sistema bancario di liquidità cercando di favorire la riaccensione del credito alla produzione e al consumo, tutto questo ha avuto ovviamente degli effetti positivi sul'economia mondiale, ma allo stesso tempo ha reso il sistema letteralmente dipendente dalla liquidità.
La testimonianza più grande ce la fornisce il mercato finanziario che, dopo la dichiarazione della FED di voler stoppare il quantitative easing in atto dal 2009, ha reagito molto male con un crollo generalizzato delle piazze mondiali. L'economia senza la liquidità delle banche centrali non ce la fa a ripartire, più o meno come un fumatore che vuole smettere di punto in bianco di fumare.
Le banche centrali dovranno ridurre la liquidità immessa nel sistema molto lentamente, da permettere all'organismo dell'economia di smaltirla e rendersi di nuovo in grado di farcela con le proprie forze
La testimonianza più grande ce la fornisce il mercato finanziario che, dopo la dichiarazione della FED di voler stoppare il quantitative easing in atto dal 2009, ha reagito molto male con un crollo generalizzato delle piazze mondiali. L'economia senza la liquidità delle banche centrali non ce la fa a ripartire, più o meno come un fumatore che vuole smettere di punto in bianco di fumare.
Le banche centrali dovranno ridurre la liquidità immessa nel sistema molto lentamente, da permettere all'organismo dell'economia di smaltirla e rendersi di nuovo in grado di farcela con le proprie forze
Burocrazia...vattene via!
In Italia se si deve fare qualcosa che abbia un minimo di rilevanza pubblica tocca fare atti su atti con un giro impressionante di carte tra funzionari ed assessori.
Nel 2013 in Giappone ci sono treni che viaggiano sospesi sulle rotaie e noi ancora non siamo in grado di digitalizzare tutte queste pratiche, che ormai fanno parte della tradizione italiana. Chiunque sa usare un computer sa che non ci vorrebbe niente a digitalizzare tutti questi processi e a rendere più fluido l'intero sistema, riducendo i costi enormemente sia per lo stato che per il settore privato.
Una frecciatina la voglio mandare anche all'ordine dei notai che più che un'ordine di professionisti sembra una setta di fanatici che cercano di spennarti con un timbro. un mestiere che è inutile ai fini pratici perchè un timbro lo so mettere anche io senza pagare centinaia di euro a un tizio.
Basterebbe una piattaforma dove, una volta iscritto, inserisci i dati dell'operazione che vuoi fare e ti stampi tutti. Ma nelle sale del parlamento hanno altro a cui pensare, tipo come non far andare in galera il maestro oscuro dei sith Darth Silvius.
Nel 2013 in Giappone ci sono treni che viaggiano sospesi sulle rotaie e noi ancora non siamo in grado di digitalizzare tutte queste pratiche, che ormai fanno parte della tradizione italiana. Chiunque sa usare un computer sa che non ci vorrebbe niente a digitalizzare tutti questi processi e a rendere più fluido l'intero sistema, riducendo i costi enormemente sia per lo stato che per il settore privato.
Una frecciatina la voglio mandare anche all'ordine dei notai che più che un'ordine di professionisti sembra una setta di fanatici che cercano di spennarti con un timbro. un mestiere che è inutile ai fini pratici perchè un timbro lo so mettere anche io senza pagare centinaia di euro a un tizio.
Basterebbe una piattaforma dove, una volta iscritto, inserisci i dati dell'operazione che vuoi fare e ti stampi tutti. Ma nelle sale del parlamento hanno altro a cui pensare, tipo come non far andare in galera il maestro oscuro dei sith Darth Silvius.
E se il programma dichiarato in campagna elettorale fosse legalmente vincolante...
Nei corsi di politica economica si studia l'incoerenza temporale e il ciclo politico economico.
Entrambi parlano del rischio che i policy makers, gergalmente i politici, si discostino dall'azione ottimale o dal programma pubblicizzato in campagna elettorale per poi fare tutt'altro nel momento in cui acquisiscono la rappresentanza.
Il ciclo politico economico di Nordhouse, così si chiama, dice che il popolo tende a ricordare solo i fatti recenti annebbiando il giudizio per le elezioni; e dice che i politici promettono oro e poi regalano patate.
Se esistesse una responsabilità (non dico penale, ma almeno civile) legale sulla mancata realizzazione dei programmi dichiarati in campagna elettorale, probabilmente gli scenari politici sarebbero più tranquilli e i policy makers ci penserebbero due volte prima di fare promesse che non possono mantenere solo per accaparrarsi voti.
Entrambi parlano del rischio che i policy makers, gergalmente i politici, si discostino dall'azione ottimale o dal programma pubblicizzato in campagna elettorale per poi fare tutt'altro nel momento in cui acquisiscono la rappresentanza.
Il ciclo politico economico di Nordhouse, così si chiama, dice che il popolo tende a ricordare solo i fatti recenti annebbiando il giudizio per le elezioni; e dice che i politici promettono oro e poi regalano patate.
Se esistesse una responsabilità (non dico penale, ma almeno civile) legale sulla mancata realizzazione dei programmi dichiarati in campagna elettorale, probabilmente gli scenari politici sarebbero più tranquilli e i policy makers ci penserebbero due volte prima di fare promesse che non possono mantenere solo per accaparrarsi voti.
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Sovraffollamento delle carceri? Basta rendere i detenuti utili alla società
In questi ultimi tempi si è discusso molto sul sovraffollamento delle carceri e sui modi per affrontare questo problema. Io ne propongo uno.
In totale abbiamo circa 65000 detenuti, e per come la vedo io, circa 65000 braccia da lavoro a costo zero che potrebbero essere utilizzate per migliorare le infrastrutture, sistemare le strade, e tutti quei lavoretti che gioverebbero sicuramente al sistema.
In fondo si dice che il lavoro nobilita l'uomo, e così facendo si conquisterebbero il loro ritorno in società non pieno senso della parola conquistare.
In totale abbiamo circa 65000 detenuti, e per come la vedo io, circa 65000 braccia da lavoro a costo zero che potrebbero essere utilizzate per migliorare le infrastrutture, sistemare le strade, e tutti quei lavoretti che gioverebbero sicuramente al sistema.
In fondo si dice che il lavoro nobilita l'uomo, e così facendo si conquisterebbero il loro ritorno in società non pieno senso della parola conquistare.
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